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Inventori

C'era una volta il mestiere dell'inventore



Omino geniale che, oltre alla fatica di inventare, doveva poi vedersela col mondo e sentirsi dire che la sua trovata era assolutamente inutile. Oggi le invenzioni sono un processo industriale e, buone o cattive che siano, emergono solo quelle destinate a fare soldi, ma non è sempre stato così.

E non parliamo di cose come la forchetta girevole per spaghetti o il cono gelato rotante (entrambi qualificati per il Premio Discarica 2009), ma di shopping online, microchip, elettricità.
Hai anche tu un'invenzione sottovalutata nel cassetto? Raccontala nel forum.

E se pensi che sia stata giudicata con superficialità, consolati con la storia di queste.
LAMPADINA ELETTRICA
La classica lampada a incandescenza è morta o lo sarà tra breve, sostituita per legge dalle nuove lampade a risparmio energetico, a partire dal 2011. Ma per oltre un secolo è stata lei l'unica e indiscussa regina della notte. La sua storia non è però iniziata tanto bene, tra dispute legali sulla proprietà del brevetto (l'invenzione era contesa da Heinrich Goebel, Joseph Swan e Thomas Edison) e cattivi auspici. Ecco per esempio che cosa ne pensava Henry Morton, presidente dello Stevens Institute of Technology (New Jersey, Usa), nel 1880: «Chiunque sia informato sull'argomento, la riconoscerà come un grande insuccesso». In Inghilterra la pensavano esattamente allo stesso modo, ma con un pizzico di cattiveria in più: due anni prima del giudizio universale di Morton una commissione del Parlamento britannico l'aveva definita «buona a sufficienza per i nostri amici d'Oltreoceano», riferendosi agli americani, «ma immeritevole dell'attenzione di uomini pratici e di scienza».

CORRENTE ALTERNATA
Thomas Edison era un personaggio davvero strano. Più imprenditore che inventore, più spregiudicato che no, comandava una squadra di cervelli che usava per "migliorare" invenzioni altrui. Non a caso passò buona parte della sua vita nelle aule dei tribunali. Una delle battaglie più importanti, per lui, per l'industria e per la diffusione dell'elettricità nel mondo, la combatté (e perse) contro Nikola Tesla, che opponeva la corrente alternata alla corrente continua di Edison. Nel 1889, nel pieno della guerra delle correnti, Edison se ne uscì dicendo che «sperimentare con la corrente alternata è solo una perdita di tempo: nessuno la userà. Mai». Questa è una battaglia che Edison ha perso ma, in fondo, più che una previsione sbagliata era parte della sua campagna di disinformazione contro Tesla, in difesa del sistema di distribuzione della corrente continua, da lui brevettato nel 1880.

COMPUTER E MICROCHIP
Sui computer se ne sono dette tante, ma queste vale la pena di ricordarle per il calibro dei protagonisti. Il matematico e informatico John von Neumann, uno dei padri dell'informatica, autore di molti importanti lavori di matematica e statistica, dichiarò: «Abbiamo raggiunto i limiti di ciò che è possibile fare coi computer». Ma era il 1949 e Von Neumann era ancora giovane. Aveva... 46 anni! Vent'anni dopo toccava all'Ibm. Nel 1968 l'ingegnere capo della divisione Advanced Computer Systems di Ibm, all'apparire del microchip, non riusciva a farsi una ragione per il componente che oggi troviamo nel frullatore come nella stazione spaziale: «A che cosa potrà mai servire un aggeggio del genere?», si chiedeva.

POSTA E FAX
Nel secondo dopoguerra l'aeronautica e la missilistica hanno vissuto la loro età dell'oro. Arthur Summerfield, pezzo grosso dei servizi postali americani, addirittura prometteva che «Prima che l'uomo raggiunga la Luna, la vostra posta sarà consegnata in poche ore da New York all'Australia, portata da missili guidati: siamo pronti per la posta via razzo!» Forse in quel momento pensava alle avventure di Flash Gordon, o forse non conosceva la vera natura dei postini.

INVENZIONI E INVENTORI
Un'altra cantonata postale la prese, nel 1962,
Dennis Gabor
, fisico britannico, a proposito del fax: «La trasmissione di documenti tramite linee telefoniche è possibile, in teoria, ma l'apparato richiesto è così costoso che un'applicazione pratica non sarà mai possibile». Gabor però è un "pentito": nel 1971 gli è stato assegnato il Nobel per l'invenzione dell'olografia.


SHOPPING ONLINE (E DONNE)
«Lo shopping remoto, quando interamente fattibile, fallirà. Perché alle donne piace uscire di casa, toccare con mano le merci, lasciare che queste influenzino i loro pensieri.» Quello che piace alle donne... Era il 1966, la minigonna era apparsa per la prima volta in un film di fantascienza (Il pianeta proibito), dieci anni prima, ma stava già cambiano la "prospettiva di osservazione" e..., be', ne è passata di acqua sotto i ponti! Quanto allo shopping online, sì, quello reale è più piacevole, ma non si può certo dire che quello online abbia fallito. Chi diceva tutto questo? L'autorevole Time.

AUTOMOBILE (E SONDAGGI)
La sentenza emessa dal Literary Digest a proposito dell'automobile, nel 1899, ha fatto storia due volte: «Il trasporto "senza cavalli" è un lusso per ricchi. Il suo costo si abbasserà, in futuro, ma di sicuro non diventerà di uso così comune come la bicicletta». Questa la presa di posizione del settimanale americano, e sappiamo com'è andata a finire. Ma sull'automobile il Literary inciampò una seconda volta. Nel 1936, quarant'anni dopo la prima topica, in occasione delle elezioni presidenziali (Landon contro Roosvelt) il Literary fece un sondaggio sulle preferenze di un campione incredibilmente ampio, due milioni di persone, prese posizione e... il suo candidato perse.

INVENZIONI E INVENTORI
Che cos'era successo? Avevano selezionato quasi esclusivamente titolari di numeri di telefono e proprietari di automobili (forse per un disperato desiderio di riscatto): categorie che a quei tempi non erano la maggioranza degli aventi diritto al voto e, soprattutto, non includevano donne! Il settimanale, sostenuto fino a quel momento soprattutto dal pubblico femminile, non si riprese mai più dalla seconda batosta e due anni dopo scomparve.
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